E intanto il tempo passa

In questi giorni sta tenendo banco il caso Cancellieri. Il Ministro della Giustizia avrebbe, infatti, favorito la scarcerazione di Giulia Ligresti, arrestata lo scorso 28 agosto assieme a sua sorella per aver comunicato notizie false riguardanti il bilancio dell’azienda di famiglia, la Fondiaria SAI. La ragazza sarebbe malata di anoressia e, siccome il ministro sarebbe in stretti rapporti con la sua famiglia, una volta accertatasi delle condizioni di Giulia Ligresti l’avrebbe fatta uscire dal carcere. Chi volesse leggere come sono andati i fatti, può andare a questo link.

Anna Maria Cancellieri, Ministro della Giustizia (foto da Sole 24 Ore online)

Anna Maria Cancellieri, Ministro della Giustizia (foto da Sole 24 Ore online)

Tuttavia non è propriamente di questo che vorrei parlare,  bensì vorrei fare una più ampia riflessione. Al di là della presunta forzatura di Cancellieri che comunque risponderà a breve di quanto accaduto, mi chiedo se effettivamente è il caso di concentrare tutte le nostre indignazioni su un fatto che per quanto rilevante possa essere, non cambierà nulla nel nostro Paese. Le condizioni dei detenuti in carcere rimarranno le stesse, anche perché ce ne siamo già dimenticati dopo la grossa polemica di dieci giorni fa. L’importante in quella situazione era alzare la voce, far sentire la propria opinione agli elettori che, da bravi tifosi, avrebbero risposto in coro a seconda dello schieramento di appartenenza, senza invece andare ad approfondire di cosa si stesse realmente parlando.

Continuiamo a cercare i complotti, preferiamo buttarci a capofitto su episodi che lasciano il tempo che trovano, e intanto nessuno fa qualcosa per cambiare realmente questo paese. Oggi è il caso Cancellieri, ieri era il caso dell’amnistia richiesto da Napolitano visto come un aiuto nei confronti di Berlusconi e domani ce ne sarà sicuramente un altro. Della legge elettorale non si hanno più notizie, della riforma della giustizia nessuno ne parla, e la disoccupazione aumenta di mese in mese. Noi italiani continuiamo a dimenticarci cosa andrebbe realmente fatto e, intanto, il tempo passa.