Cose che invece si possono accettare #1

Dopo le mie ultime disavventure automobilistiche (vedi Cose che non si possono accettare #2) sono costretto a tornare dal meccanico, il quale mi rassicura che l’elettrauto metterà tutto in ordine.

Il giorno dopo ripasso e trovo finalmente la mia utilitaria bella e riposata, quasi sorridente. Deve aver avuto un bel trauma, poverina.

True-Story-Meme-1Entro all’interno dell’officina per ritirare le chiavi. Quando le chiedo, sul viso del meccanico si stampa un sorriso compiaciuto.

“Ora vedrai” dice.

Temendo un ulteriore salasso monetario ai miei danni comincio a chiedermi cosa possa avere in serbo questa volta, ma non ho il tempo di formulare un pensiero completo che lui è già di ritorno.

“Guarda che cos’ho qui” esclama continuando a sorridere. “Le avrai lasciate ancora tre anni fa”.

Sgrano gli occhi e vedo nelle sue mani dondolare due paia di chiavi, uno certamente quello della mia auto e l’altro è forse… O mio dio è proprio uguale.
“Non mi dica che…”
“Esatto, sono le sue chiavi di riserva che avrà lasciato qui chissà quando.”

Le chiavi di riserva. Non ci credo. Quelle che avevo cercato dappertutto, ribaltando mobili, divani, lenzuola, scatole e vestiti. E, invece, ce le aveva lui. Il meccanico.

Beh, per una volta lo posso accettare.

Annunci

Cose che non si possono accettare #2

4ed856e4f390581971355c753ff823ecMercoledì pomeriggio vado a ritirare l’auto dal meccanico. È tempo di revisione, purtroppo. Entro nell’officina, lo saluto e gli chiedo quanto gli devo.

“Sono 230€” mi dice.

“Ah.” Rimango un po’ basito. Ha detto proprio 230€, e per lo più con grande tranquillità. Deve aver lavorato parecchio, penso. Prendo coraggio e gli chiedo: “Mi può dire che cosa ha fatto di tanto importante?”.

Mi risponde: “Beh, le controllato la pressione delle gomme, le ho aggiunto l’olio che era quasi finito e infine le ho cambiato le spazzole”.

“Ah. E per quanto riguarda il fanale? Immagino si ricordi che non funzionava. Me l’ha cambiato, vero?”

“No. Purtroppo quello è un problema elettronico, stiamo aspettando l’uomo del concessionario. Arriverà la prossima settimana.”

Continuo a rimanere un po’ perplesso, ma non ho intenzione di polemizzare. Sono stanco. E poi, è pur sempre il mio meccanico di fiducia.

“Ok le lascio i soldi, allora”.

“Grazie.”

“Arrivederci.”

“Ci vediamo la prossima settiman.”

“Sì, già. Ci vediamo la prossima settimana.”

Riprendo possesso della mia auto, giro la chiave e metto in moto, chiedendomi ancora come possa essere costata così tanto una semplice revisione. Forse la crisi, i prezzi che salgono. Forse.

Mi avvio verso casa. Faccio poche centinaia di metri e comincio a sentire un po’ di caldo. Premo il pulsante per aprire il finestrino il quale si abbassa, ma con una insolita difficoltà. Strano, penso. E strano anche questo rumore.

Guardo nello specchietto retrovisore e vedo la spazzola muoversi senza motivo, a destra e a sinistra.

Molto strano. Mi viene un pensiero brutto. Clicco nuovamente il pulsante, stavolta per chiudere il finestrino. Niente da fare, è bloccato. E quel che è peggio è che la spazzola continua inesorabilmente a girare, fintanto che tengo premuto quel benedetto pulsante.

Già, la spazzola. Quella appena cambiata. Quella nuova.

La donna e il rapporto col proprio corpo

Quando una donna non vive abbastanza del proprio corpo, finisce per odiarlo“.

(Milan Kundera, La Vita è Altrove, Adelphi, 1992)

Cinque dischi che hanno 20 anni

Vinile-a17915718Vent’anni fa era il 1994, un anno interessante da molti punti di vista: è l’anno del suicidio di Kurt Cobain, ma anche della discesa in campo di Silvio Berlusconi; è l’anno dei Mondiali di Calcio negli Stati Uniti (sì, quelli del rigore sbagliato da Baggio), ma anche della rinuncia da parte della Norvegia di entrare nell’Unione Europea. Il 1994 è tutto questo e molto di più. Anche perché quell’anno uscirono numerosi dischi musicali che avrebbero influenzato tutta la musica a venire. Qui ve ne propongo cinque.

Parklife – Blur. È l’album che ha portato alla ribalta il brit-pop a livello internazionale e che da quel momento avrebbe messo a confronto la band di Damon Albarn con i rivali Oasis. Un disco energico, con qualche rimando agli anni ’60, ma con un lungimirante sguardo al futuro. Girls and Boys, End Of A Century, To The End e This Is A Low sono ancora degli ottimi cavalli di battaglia.

Smash – The Offspring. In molti sosterranno che il disco da inserire in questa speciale playlist sarebbe Dookie dei Green Day, ma il terzo lavoro degli Offspring ha il pregio di avere una sfrontatezza e un’energia poco paragonabili. Vendette milioni di copie in tutto il mondo e portò alla ribalta una nuova generazione di adolescenti che fecero del punk la propria filosofia di vita. E poi, tra le varie canzoni c’è pure What Happened To You, incalzante pezzo dal ritmo ska. Cosa volete di più?

MTV Unplugged In New York – Nirvana. È il primo album postumo dei Nirvana. Kurt Cobain, lo abbiamo ribadito sopra, si era suicidato il 5 aprile e per la band di Seattle non rimase altro che rimpiangere il proprio leader. In questo concerto acustico registrato negli studi di Mtv, si intuisce quanta sensibilità potesse esprimere Cobain e soprattutto quale strada avrebbe potuto intraprendere se fosse rimasto in vita. Immortale la performance di All Apologies.

Protection – Massive Attack. Il gruppo britannico, in mezzo allo strapotere del Grunge del momento, riuscì sempre a farsi notare fin dal suo primo lavoro ufficiale: Blue Lines. Con Protection andarono a fondo di quello che poi venne definito il trip-hop, costruendo un’opera quasi interamente strumentale. La title track è la classica eccezione che con la voce di Tracey Thorn  risulta emozionante fin dal primo ascolto.

<

p style=”text-align:justify;”>Vitalogy – Pearl Jam. Parlavamo del Grunge e quindi ecco qui un altro album dedicato al genere che ha infiammato i primi anni ’90. Eddie Vedder e compagni c’azzeccarono ancora una volta, con un lavoro a metà tra la rabbia e la riflessione. L’inizio è travolgente: Last Exit e Spin The Black Circle (dedicata al Vinile) hanno un impatto devastante sull’ascoltatore, mentre è con Nothingman e Better Man che i Pearl Jam dimostrano nuovamente le loro capacità melodiche. Vitalogy fu premiato con 5 dischi di platino. Provare per credere.