Alla scoperta di nuova musica

Qualche giorno fa mi è capitato di visitare una fiera del disco. L’evento era organizzato all’interno di una palestra, su un campo di pallacanestro e vedeva la partecipazione di numerosi venditori. Ciascuno di essi aveva il proprio bancone con sopra esposti migliaia di dischi in vinile, cd e sì, anche musicassette.

Per gli appassionati si trattava di una sorta di paradiso. C’era di tutto: ogni bancone era suddiviso per generi musicali, dal punk al blues, dall’hard rock al jazz, passando per la dance, il funky e il rockabilly. Il tutto disposto in appositi contenitori, rigorosamente di legno compensato, con le relative etichette.

djshadowcoverC’erano poi diversi visitatori: il classico sessantenne con ancora i pochi capelli rimasti raccolti in una coda di cavallo (nella maggior parte dei casi si trattava di fieri rockettari che orgogliosamente sfoggiavano la loro giacca in jeans con sopra cucita una toppa raffigurante la scritta Deep Purple Led Zeppelin); il quarantenne coi capelli corti e brizzolati in cerca di gruppi prevalentemente sconosciuti e infine il diciottenne con gli occhiali, la felpa nera di un gruppo metal e le converse ai piedi, che sperava di trovare un vinile dei Black Sabbath.

E poi c’ero io, un ventiquattrenne in cerca di ottimi cd reggae e ska da ballare, ma che purtroppo parevano introvabili. Dopo aver vagato in vano per la palestra e aver passato in rassegna centinaia di copertine, la maggior parte delle quali risalenti agli anni ’60 ’70, mi sono deciso a chiedere a uno dei venditori se mi potesse aiutare nella ricerca.

Il tipo, un uomo sulla quarantina, mi ha regalato immediatamente un sorriso e, pur anticipandomi che sarebbe stato molto difficile trovare qualcosa, ha iniziato a darmi una mano. Si è trattato di un lungo viaggio attraverso la storia della musica, poiché oltre a invitarmi ad osservare le diverse e variopinte immagini di ciascun album, mi regalava cenni, aneddoti e citazioni del modo in cui erano stati prodotti. Così facendo assimilavo la sua cultura e straordinaria conoscenza del panorama musicale e la mia curiosità andava a sfiorare generi totalmente diversi da quelli che stavo fin lì cercando.

Alla fine il mio nuovo amico se n’è uscito con due dischi: uno prettamente reggae, il Greatest Hits dei Black Uhuru, band jamaicana di fine anni ’70, e uno che invece di reggae ha ben poco, ma che allo stesso tempo emana un’energia positiva senza rivali: The Best of Arrested Development.

In entrambi i casi ho voluto fidarmi di lui, del venditore di dischi. Anziché comprare due dischi di band a me già note ho preferito sperimentare (andare oltre) e devo confessare che il gioco è valso la candela, perché sono tornato a casa entusiasta. E ciò lo devo a tre motivi principali: ho scoperto due gruppi eccezionali, ho arricchito la mia cultura musicale grazie anche agli ulteriori suggerimenti ricevuti e, infine, ho conosciuto una persona a cui potrò rivolgermi anche in futuro.

Al giorno d’oggi siamo bombardati da informazioni, messaggi pubblicitari e suggerimenti, la maggior parte dei quali ci invita calorosamente a comprare, seguire o assaggiare. Tuttavia, queste informazioni sono speso rivolte ai nostri gusti, a ciò che già conosciamo e apprezziamo. Se ci si sofferma a quanto ci viene fornito, si rischia di non impreziosire mai la propria ricerca personale, limitandosi ad ascoltare – nel caso della musica – un unico genere o un solo gruppo musicale.

Il venditore di dischi in questo contesto può essere d’aiuto, perché la sua conoscenza e la sua esperienza lo portano ad assaggiare infiniti generi, i più disparati. E questa diversità arricchisce la mente, l’orecchio e pure l’ispirazione di una persona, che sia un artista o un imprenditore.

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p style=”text-align:justify;”>Mai come oggi i dischi costano così poco (soprattutto i cd). Si tratta di un’occasione da cogliere, pur non bandendo piattaforme online che ci permettono di ascoltare tutta la musica del mondo. L’importante è saperle utilizzare, senza cambiare ogni trenta secondi brano perché incuriositi da un altro. Ma chiedere consiglio a una persona che conosce direttamente la materia rimane tuttora la scelta migliore da fare, per scoprire, imparare e ascoltare.

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