Un viaggio per ripartire – Prima parte

Ho 25 anni compiuti da poco, due lauree alle spalle e mille progetti nella mente. In questo periodo davanti a me si stanno aprendo numerose strade i cui effetti futuri non sono a me ancora del tutto conosciuti. Spesso mi chiedo se non ho impegnato la testa in troppe cose diverse e se mai riuscirò a compiere almeno uno di quei progetti accennati sopra. Sono mesi che ci rifletto, alternando periodi di grande entusiasmo a momenti di preoccupazione e disagio. Non sarà facile, lo so. E ci vorrà ancora molto tempo per raccogliere buoni risultati.

Tutti questi pensieri negli ultimi giorni cominciavano a starmi stretti ed essendo arrivato al limite della sopportazione ho capito che era il momento di staccare. Avevo bisogno di prendere e andare, e così è stato. Assieme a un amico ho organizzato un viaggio a Barcellona, capitale della Catalogna e meta amata soprattutto dai giovani in cerca di nuove emozioni. Il nostro obiettivo? Lasciarsi alle spalle i problemi della vita quotidiana e vivere un’avventura fino in fondo, zaino in spalla, cartina e ukulele (il mio amico è un buon musicista).

Siamo partiti venerdì 8 agosto dalla stazione dei treni di Udine. Qualche panino nel sacco, un libro (un Simenon per l’esattezza), le immancabili carte da briscola e un lettore mp3. Siamo arrivati a Torino dove siamo stati ospitati a casa di un amico di mia sorella giusto per avere un letto durante la notte. Con lui abbiamo condiviso una birra dopo aver attraversato la città piemontese apparentemente così silenziosa e deserta, illuminata da mille luci che rendevano più magica e meno faticosa la nostra camminata. Abbiamo chiaccherato e conosciuto un persona molto gentile, avendo l’impressione che dovunque tu vada esista un tuo coetaneo che la pensa come te, che ascolta la tua stessa musica e che possa essere facilmente tuo amico. Sì, è stata una buona notte.

Il giorno dopo ci siamo alzati alle 9, abbiamo fatto colazione in un bar poco lontano dall’appartamento e alle 11 ci siamo presentati puntuali in Piazza Statuto per iniziare la nostra avventura. Ad aspettarci c’era infatti una coppia di 28 anni, Manuel e Sara, anche loro di Torino, che avevo contattato personalmente tramite Bla Bla Car, il servizio di car sharing inventato in Francia e sempre più popolare anche dalle nostre parti.

Quel sabato 9 agosto 2014 era stato definito da tutti “da bollino rosso”. Per questo i nostri due nuovi compagni di viaggio avevano deciso di percorrere una strada alternativa, uscendo dall’autostrada al confine con la Francia e percorrere le Alpi e le colline francesi fino a 350km da Barcellona. Un viaggio apparentemente molto lungo, ma capace di regalarci piacevoli sorprese.

“Questo percorso veniva fatto dai miei genitori quando erano giovani e da qualche anno abbiamo deciso di seguire le loro orme” ci ha confessato Sara, lavoratrice per un’azienda del marmo torinese e figlia di una donna catalana che li avrebbe ospitati proprio a Barcellona per due settimane di vacanza. “Una volta l’autostrada non esisteva, perciò questa era una strada quasi obbligata” aveva aggiunto Manuel, il compagno di Sara, occupato in un’impresa vetraia ma con il sogno di diventare uno speaker radiofonico.

Manuel lavora infatti anche per una radio locale, Radio Veronica One, ma purtroppo non basta. Ha bisogno di un lavoro per sopravvivere e che gli permetta di fare ciò che gli piace. Ha iniziato quattro anni fa e solo ora sta raccogliendo i frutti delle proprie fatiche. “Torno a casa alle nove di sera, ceno e inizio a preparare la puntata. Spesso rimango alzato fino alle due – tre di notte. È faticoso, però continuo a crederci.”

Il nostro viaggio è proseguito così, descrivendo ognuno la propria vita e confrontandola con quella degli altri. Loro tre anni più di me, un lavoro più o meno pagato, ma con ancora molti sogni nel cassetto. Io e il mio amico, invece, che solo ora cominciamo ad affacciarci al mondo del lavoro, con forse ancora qualche residuo adolescenziale , ma già con molti pensieri per la testa.

Per 12 ore, dalle undici di mattina alle undici di sera abbiamo discusso di tutto: dalla musica che ci fa ancora emozionare, alla politica che ci sta sempre più stretta, ai nostri progetti. È stato lungo, certo, ma se penso a quel panino gustato sulle rive del Lago di Serre Ponçon o alle gole montane attraverso le quali si distendeva la statale francese, non posso far altro che sorridere. E l’avventura era appena iniziata. (continua giovedì)

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