Holden Caulfield la sapeva lunga

Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, poi comincia a mancarvi chiunque.

J. D. Salinger, Il Giovane Holden

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La mia generazione se la gioca

“La mia generazione ha perso” cantava nei primi anni 2000 quel poeta che fu Giorgio Gaber, forse a torto, forse a ragione. Il Signor G aveva dimostrato di portarsi ancora una volta avanti con i tempi, prefigurando un declino politico e sociale già avvertibile 15 anni fa e ora confermato e avvertito, ahinoi, da tutti.

Quando parlo con i miei amici riguardo al futuro che ci aspetta respiro spesso un’aria pesante dalla quale sembra non esserci alcuna via d’uscita. Ci hanno fregato, se la sono goduta a nostre spese, hanno festeggiato e ora tocca noi pulire la casa. Queste le affermazioni più comuni. C’è poi chi sostiene non ci siano più possibilità, chi rischia di arrendersi ancora prima di cominciare, e chi ancora non riesce a prendere quella fatidica decisione di andarsene, perché qui ha gli amici e la famiglia, perché forse l’Italia è pur sempre il paese dove è nato e cresciuto. Come biasimarlo?

Non voglio criticare nessuno scrivendo ciò che state leggendo, anzi. Anch’io, essendomi appena laureato, mi deprimo quando elaboro pensieri simili o quando mi pongo le stesse domande riferite ai miei anni a venire. Sarei un illuso se pensassi che non ci sarà nessun problema e che tutto potrà evolversi tranquillamente senza ostacoli da superare.

Credo però sia necessario abbandonare la morsa di pessimismo che sta attanagliando noi giovani. Lo dico perché mi capita di incrociare sguardi già spenti, ancora prima di essere veramente usciti di casa e aver affrontato le difficoltà della vita. Ci sono inoltre alcuni che lottano in questo mondo già da parecchi anni, tengono duro facendo qualsiasi tipo di lavoro pur di aiutare i propri cari a pagare un affitto, ma non credono in una possibile svolta.

A questi miei amici e a tutti quelli che stanno cercando la propria strada voglio dedicare un pensiero. Si tratta di un pensiero positivo, perché credo sia doveroso da parte nostra mantenere l’entusiasmo che caratterizza ogni gioventù. Se perdiamo quello perdiamo in partenza. Credo che in un periodo storico come questo sia necessario rimanere uniti, provare a creare qualcosa insieme, ognuno con le proprie conoscenze da integrare con quelle degli altri. Non dobbiamo aver paura di chiedere, di scoprire e di incuriosirci dell’altro. C’è un mondo fuori che ci aspetta e lo possiamo affrontare solamente se apriamo la porta di casa e andiamo in avanscoperta, dialogando con il proprio vicino o discutendo con il proprio compagno di studi: in poche parole, interagendo con il prossimo.

Dalle relazioni nasce tutto: nascono le idee, le opportunità di creare nuovi progetti e le possibilità di ricevere validi suggerimenti. Come scrive Milan KunderaSì può essere totalmente se stessi solo quando si è totalmente in mezzo agli altri“.

Sinergie, quindi, affiancate però da una preparazione adeguata. Chi si impegna verrà premiato. Un mio amico, ad esempio, si è laureato da poco in Economia all’Università di Trieste e ha già trovato lavoro all’estero, superando due suoi colleghi della Bocconi. Alla fine non è sempre il prestigio di un nome a fare la differenza, come in molti potrebbero pensare.

orizzonteCiò che scrivo vuole essere quindi uno stimolo per chi come me non ha ancora trovato un posto di lavoro preciso, ma allo stesso tempo ha un’intera vita davanti la quale, se affrontata con lo spirito giusto, regalerà diverse soddisfazioni. La crisi è oggi un’occasione per studiare e scoprire nuovi modi di porsi, imparare a utilizzare nuovi strumenti e intraprendere nuove vie. L’importante è non perdersi d’animo. Allo stesso tempo sono da mettere in conto numerose delusioni, giornate completamente funeste e deprimenti, ma in fondo chi non le ha mai avute?

I nostri genitori forse avevano pochi soldi, ma molte più possibilità di trovare un lavoro. Noi invece siamo cresciuti con più denaro a disposizione ma ora ci ritroviamo davanti una tabula rasa. È giunto il momento di guardare dentro noi stessi, capire in cosa siamo portati e inseguire quel filo che ci guiderà fino al traguardo. Sono sicuro che potremo giocarci questa sfida fino alla fine.