Meglio essere scioccati da un video che dalla realtà

Un mio amico ha recentemente condiviso un video promozionale sulla sicurezza stradale che mi ha molto colpito. Il video in questione è stato prodotto in Nuova Zelanda e si pone l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sui pericoli che si corrono guidando la propria auto in maniera distratta e/o ad alta velocità.

I protagonisti sono due uomini, ciascuno alla guida del proprio veicolo. Uno dei due esce da uno stop senza però prestare attenzione a quanto il secondo corre sulla strada principale. I due inevitabilmente si scontreranno, ma il video si ferma prima che ciò avvenga, li fa uscire dalle macchine e lascia ad ognuno il tempo di scusarsi dei propri errori: “Scusami, pensavo ci fosse il tempo”, “È stato solo un piccolo errore”.

Il dialogo si fa piano piano più struggente perché pur trattandosi di un’inezia – di “un piccolo errore” – non costerà la vita solo al conducente uscito dallo stop, ma pure a quella del suo bambino seduto sui sedili posteriori. Il padre, prima di tornare nella propria auto chiede un’ultima volta all’altro uomo di rallentare, ma senza risultato. L’altro gli risponde che sta correndo troppo e non si può fermare. Lo schianto è inevitabile.

Qualcuno potrebbe rimanere scioccato da queste immagini per la loro drammaticità, ma il messaggio passa in maniera inequivocabile: non correre, sono gli altri che sbagliano. A chiunque può capitare di commettere un piccolo errore, ma a pagarne le conseguenze può essere qualcun altro se alla guida non si presta attenzione.

C’è chi critica queste campagne per essere troppo violente, ma in fondo è meglio guardarne cento di questi video, rodendosi un po’ lo stomaco e riflettendoci sopra piuttosto che viverne uno nella realtà. Da quest’ultima infatti si esce una volta sola.

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