Suggerimenti letterari di un giovane lettore

Leggere, un piacere complesso

Su Facebook circola da un paio di giorni una “catena letteraria” nella quale si viene nominati da un proprio amico per stilare una lista di dieci libri da leggere. Una volta concluso l’elenco, si nomina almeno un’altra persona e avanti. Alcuni non si abbassano a queste frivolezze culturali, altri invece approvano il gesto e per rendere ancor più stimolante la questione danno una spiegazione, seppur breve, del perché hanno scelto quella lettura.

Io vorrei fare qui lo stesso, perché trovo l’iniziativa utile a chi come me sta cercando il prossimo libro da leggere e poi perché la vedo come un’occasione per confrontarsi sulle emozioni che ciascuna storia ci ha regalato. George Martin, uno scrittore fantasy di cui non ho letto nulla e mai leggerò qualcosa finché scriverà fantasy, ha espresso però un concetto molto profondo che prendo a prestito per la mia classifica personale: “Chi legge vive mille vite prima di morire”. “Chi non legge mai, ne vive una sola.” E ora cominciamo.

1. Ernest Hemingway – Per chi suona la campana. Una volta finito ho letto praticamente tutta l’opera omnia del buon Papa. Da qui si inizia, da qui si deve per forza passare.

2. Milan Kundera – L’immortalità. Più intenso, profondo e illuminante de L’insostenibile leggerezza dell’essere. Un vero romanzo filosofico.

3. Italo Calvino – Se una notte d’inverno un viaggiatore… Consigliato a chiunque stia perdendo il gusto della lettura o a chi lo deve ancora trovare. È il libro giusto.

4. John Steinbeck – Uomini e topi. Tanto triste quanto vero. L’umanità nella sua descrizione più intima.

5. Francis Scott Fitzgerarld – Tenera è la notte. Per chi non vuole fermarsi al classico Grande Gatzby ma desidera conoscere la vera sensibilità di questo grande scrittore americano.

6. George Simenon – La camera azzurra. Un giallo che non è un giallo, una storia d’amore tragica ma allo stesso tempo incantevole. In molti lo definiscono come il miglior romanzo di Simenon. Io ne ho letti solo tre, ma per il momento posso confermare.

7. Enrico Brizzi – Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Siamo stati tutti adolescenti e da qualche parte lo siamo ancora. Brizzi ce lo ricorda raccontandoci la storia di un ragazzo perso tra amore, scuola e tanto rock’n’roll.

8. Oriana Fallaci – Un uomo. L’unico suo libro che sono riuscito a leggere, ma ne è valsa la pena. Una storia così incredibile eppure realmente accaduta. Un must della letteratura.

9. George Orwell – 1984. Uno dei libri più angoscianti che abbia mai avuto tra le mani. La sensazione è che si viva in un perenne stato di buio e oscurità, ma il messaggio del romanzo non è mai stato così attuale.

10. Indro Montanelli – L’Italia degli anni di piombo. Non è di certo un romanzo, ma una storia è pur sempre una storia e qui si parla della Storia d’Italia, quella più drammatica e misteriosa. Sì, vale la pena avercelo sempre a portata di mano.

Un week-end come si deve

Ci sono diversi modi per passare un buon fine settimana: in compagnia della propria ragazza, di alcune birre e di buoni amici, leggendo un libro in solitudine oppure facendo una camminata in montagna. Bene, se togliamo la prima opzione, siccome la mia ragazza è dall’altra parte del mondo, allora posso essere orgoglioso di averle vissute tutte e in un modo o nell’altro di ritenermi soddisfatto.

Innanzitutto venerdì sera io e la mia band (per chi non ci conoscesse ci chiamiamo FUMetti skazzATI, facciamo ska/reggae e abbiamo già conquistato metà Europa con il nostro sound impeccabile) dovevamo aprire il concerto dei Vallanzaska, uno dei gruppi storici del panorama ska italiano. In poche parole, dovevamo suonare prima dei nostri idoli e ci stavamo cagando letteralmente sotto (anche perché forse il loro sound è un po’ più impeccabile del nostro).

Eravamo all’Over The Noise di Villanova, una frazione di San Daniele, patria del prosciutto crudo. Il palco si trovava al centro del Parco divertimenti al Tagliamento, un’ottima zona per dimenticare gli screzi della settimana e tornare in pace con se stessi, con la musica e con la natura.

Abbiamo suonato bene, ci han detto. Abbiamo fatto ballare anche chi non ci conosceva e abbiamo passato la serata con i Vallanzaska, prima e dopo il loro concerto. Sudati, alterati, felici. Avevamo coronato il nostro sogno e lo avevamo ottenuto solo con il desiderio di costruire qualcosa insieme. Ma più di tutto è stato emozionante ritrovare vecchi amici che da Venezia, Belluno e Pordenone erano sotto il palco, ancora una volta pronti a supportarci in questa impresa.

1-DSC_0163Sabato invece la giornata è stata totalmente diversa. È piovuto per l’intero pomeriggio e un senso di malinconia ha invaso i miei pensieri e forse anche quelli di qualcun altro. Si trattava di una malinconia strana, che non aveva una causa ben precisa, pur essendo molto nitida e profonda. Questa sensazione si è poi amplificata sviluppando sentimenti diversi di paura, di amore, desiderio di viaggiare e di pensare, grazie alla lettura di un libro che in molti conosceranno: “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón, un romanzo ambientato a Barcellona e fatto di intrighi e misteri, ma dalla facile lettura.

Si pensa spesso alla solitudine come un’esperienza negativa. Quel pomeriggio invece non lo è stato per niente, anzi. Approfittare del tempo a disposizione e farlo proprio in compagnia di un buon libro rilassa il corpo e permette alla mente di poter riformulare pensieri nascosti che forse non ricordavamo più di avere. Devo confessare che mi è servito. Da troppo tempo non riuscivo a organizzare una giornata solo per me stesso, perché gli impegni e la fretta della settimana la stavano facendo da padrone. Grazie a quel sabato ho potuto recuperare.

Domenica infine sono andato a camminare in montagna assieme a un gruppo di amici. Ci siamo trovati a Tramonti di Sotto, località montana del pordenonese e da lì abbiamo raggiunto Palcoda, un villaggio abbandonato dal 1923 e rifugio partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale. È stata una buona camminata, grazie alla compagnia e al paesaggio che faceva da sfondo. Le dolomiti friulane infatti offrono molto dal punto di vista naturalistico. Abbiamo avuto la fortuna di individuare un camoscio e due serpenti: il primo di certo un orbettino, il secondo era decisamente troppo grosso e lungo per esserlo, ma a giudicare dalla lentezza dei movimenti dava l’impressione di essere in pace con se stesso.

Abbiamo poi proseguito raggiungendo un bivacco presso Tamar e poi siamo ridiscesi a valle. Tra pause e piccoli imprevisti 5 ore di cammino non ce li ha tolte nessuno. E soprattutto quel piacere di arrivare in cima e gustarsi degli ottimi panini ripieni di speck e formaggio non ha certamente eguali. Sì, è stata veramente un’ottima giornata.

Sulla strada del ritorno ripensavo ai momenti appena vissuti e mi sentivo sereno. Mentre ero assorto nelle mie rielaborazioni personali, a un certo punto sono passato a fianco al centro commerciale di Torreano di Martignacco, il Città Fiera. Ho buttato l’occhio verso il parcheggio che si distende sulla sinistra della tangenziale: era pieno. Non un solo posto libero, una distesa di mezzi di trasporto infinita.

Osservando quelle automobili stipate l’una di fianco all’altra ho sorriso un po’ amaramente, pensando alle centinaia di famiglie che decidono di passare coi propri figli una domenica in un posto del genere. Ci vuole una notevole forza di volontà, mi sono detto. Beati loro che riescono a divertirsi così. Io invece proprio non ce la faccio.

La lettura e il suo rischio più grande

Leggere è sicuramente una delle attività che preferisco. Non si tratta solo di prendere un libro e cominciare a scorrere le pagine per estrapolarne più contenuti possibili. Nè si tratta solamente di distendersi e rilassarsi sul proprio letto prima di dirigersi nel mondo dei sogni . Penso infatti ci sia qualcosa di più in questa eterna azione che accomuna una generazione dopo l’altra. A pensarci bene credo si provi un ulteriore piacere ammirando i colori e i disegni di una copertina, toccandola e sfiorandola e chiedendosi quali segreti possa nascondere al suo interno.

Leggere, un piacere complesso

Leggere, un piacere complesso

La lettura ha infiniti motivi per essere così affascinante. Uno dei piaceri che spesso ci si concede, ad esempio, è quello di entrare in libreria per passarci una buona mezz’ora prima di tornare a casa a cucinare la cena. Passare in mezzo ai volumi adagiati in maniera che vi possano guardare e in modo tale che voi possiate fare altrettanto con loro: ecco un’altro piacere della lettura. Quei libri che scartate a priori perché non sono il vostro genere. Quei libri che guardate solo con la coda dell’occhio, perché forse ne avete sentito parlare, ma per cui purtroppo non è ancora giunto il momento.

E ancora. Quei libri per cui probabilmente siete entrati in libreria, ma che poi ad una seconda occhiata riponete sullo scaffale in attesa di una migliore ispirazione. E, infine, quei libri che si trovano nelle mani di uno sconosciuto e che forse sono gli unici che desiderate veramente, ma che purtroppo essendo nelle mani altrui non potrete più vedere.

Tanti sono dunque i piaceri della lettura, quasi sia una relazione amorosa. Tuttavia i rischi sono sempre dietro l’angolo. Il desiderio, la bramosia e il complesso di accumulo che spesso ci sovrastano fanno sì che alle volte inciampiamo in qualche errore, spesso a noi fatale. Cosa c’è di peggio di comprare un libro bidone? Qual è la delusione più grande a cui un lettore può incappare se non quella di scegliere il libro sbagliato?

Leggere comporta anche prendersi dei rischi

Leggere comporta anche prendersi dei rischi

Ve lo dico subito: non trovare un libro che all’inizio vi sembrava accattivante e per questo prenotarlo in libreria senza chiederne il prezzo. Un esempio: “Alone together” di Sherry Turkle. Questo libro lo avete scoperto su internet, ma siccome siete ancora dei romantici sperate di trovarlo fisicamente in una comunissima casa del libro. E invece quando vi ci recate, del libro non c’è traccia. Il desiderio, la bramosia e il complesso di accumulo a quel punto scatteranno in voi come una molla e senza pensarci vi rivolgerete al libraio, il quale prontamente vi comunicherà che potrete avere il vostro volume entro 5 giorni. E voi non riuscirete a rifiutare.

Quello sarà il vostro errore che si materializzerà davanti ai vostri occhi esattamente 5 giorni dopo. Perché quel libro certo vi interessa, ma forse non così tanto. Perché forse potreste leggerne di altri. O forse perché siete solo dei poveri studenti, e pagare 27€ per un libro sono un po’ troppi.